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Viaggio turistico in sardegna con scooter Ghibli. Ecco com'è andata.

Ormai non c'è più niente da fare: gli scooter elettrici sono una realtà concreta essendo davvero un'alternativa valida ad un mezzo tradizionale, sia come costi (almeno nel medio e lungo termine) che come prestazioni.

Non c'è dubbio, però, che questa alternativa sia generalmente considerata ipotizzabile per un utilizzo tipicamente urbano tipo casa-ufficio. Anche se le autonomie dei mezzi elettrici (specialmente quelli a due ruote) non sono ancora paragonabili a quelle dei mezzi a scoppio, c'è da dire che la tecnologia moderna consente già di andare un po' oltre l'idea che i confini cittadini siano invalicabili, basta sapersi adattare.

Quindi c'è chi ha voluto provare ad usare uno scooter elettrico un po' fuori dal suo contesto abituale, per capire se fosse possibile affrontare anche un piccolo "viaggio" fuori porta. Per questa prova è stato scelto il modello Ghibli, uno scooter elettrico che rappresenta uno dei prodotti al top del mercato, sia come prestazioni che come dimensioni.

Qui di seguito ecco la recensione di questo viaggio in Sardegna
fatto senza una goccia di BENZINA.

 

 Immagine18

 

"Il motore è un 6000w brushless (senza spazzole), capace di spingere il Ghibli fino a 110km/h e di percorrere, grazie alle batterie al Litio/Ferro/Fosfato, fino a 100km con una sola carica. E allora perché non provarci? Abbiamo voluto simulare un tipico week-end in moto, con pilota, passeggero e relativi bagagli. La distanza della meta è stata scelta "a portata di carica", con un occhio di riguardo a scenari e strade stimolanti per la guida su due ruote.

Partendo da Cagliari, quindi, abbiamo individuato il nostro obbiettivo nel Villaggio Minerario di Rosas, nel comune di Narcao, a circa 60km dal capoluogo sardo. L'itinerario prevede una percorrenza di circa 30km attraverso la SP2 "Pedemontana" prevalentemente piatta e dritta. Di seguito si entra nella SS293, decisamente più "curvosa" e ricca di saliscendi, il luogo ideale per testare a fondo le caratteristiche del Ghibli in situazioni molto lontane da quelle del traffico cittadino.

Tenendo conto della necessità di ricaricare la batteria, decidiamo di portare con noi un adattatore schuko, una prolunga e un apparecchio di quelli utilizzati per registrare il consumo degli elettrodomestici, acquistabile a poco più di una ventina di euro in qualsiasi negozio di elettrotecnica.

Il Ghibli infatti, come molti altri scooter elettrici, si ricarica con una normalissima presa di corrente domestica e assorbe al massimo 1300w, meno di uno scaldabagno o di un phon. Prima di partire avvertiamo il personale della struttura dove alloggeremo della nostra necessità e chiediamo se sia possibile avere a disposizione una presa di corrente, dichiarandoci pronti a ripagare i costi dell'energia elettrica misurati con il nostro strumento. Neanche a dirlo non ci viene sollevata alcuna obiezione a riguardo.

Partiamo nel pomeriggio di un venerdì di metà febbraio, freddo, certo, almeno per le medie stagionali della zona, ma fortunatamente accompagnato da un cielo terso e luminoso. Un buon giubbotto da scooter e uno scalda collo, insieme ai guanti, dovrebbero ripararci dal freddo dell'aria, notevolmente ridotto anche dalle generose dimensioni dello scudo del Ghibli e dall'ampio parabrezza.

Non conoscendo la reale autonomia del Ghibli rispetto a quella dichiarata (per situazioni ideali), soprattutto in vista di un percorso così diverso da quello urbano e con il carico di due persone, due zaini (uno sulle spalle del passeggero e uno sulla pedana) e il sottosella pieno, decidiamo di essere prudenti e di dosare il gas, tenendo sempre d'occhio l'amperometro. Immagine 7
Questo strumento, presente nel cruscotto del Ghibli, visualizza l'assorbimento di corrente del motore in tempo reale, dando una chiara idea di quando si stia consumando. E' davvero impressionante notare come le brusche accelerazioni "bevano" corrente in grande quantità e di come, a velocità oltre i 50km/h dei limiti urbani, anche solo 10 chilometri orari di differenza possano arrivare a raddoppiare i consumi. La stessa cosa avviene, probabilmente, per i mezzi a scoppio, ma non se ne ha una indicazione così precisa come nel caso dell'amperometro.

Questo strumento, quindi, si rivela un ottimo dissuasore per gli sprechi, invitando ad una guida fluida e rilassata. Cerchiamo quindi di mantenere un'andatura non troppo elevata, ma comunque piacevole, che ci consenta di goderci il viaggio e di preservare le batterie. In pianura teniamo i 70km/h, in salita i 60 e in discesa gli 80.

La guida si rivela molto rilassante, complice anche la silenziosità del mezzo che, in mezzo al verde delle colline, sembra filare senza disturbare la natura e, finalmente, si può davvero apprezzare il tanto citato (almeno dai motociclisti) rumore del vento senza il sottofondo del motore (come si può sentire nel video a corredo).

Il passo lungo del Ghibli, il manubrio largo e la buona posizione di guida, si rivelano perfetti per un uso turistico e, complice la coppia davvero poderosa del motore, affrontare le curve è un vero divertimento. Basta girare la manopola di pochi gradi perché il motore spinga con decisione, ma con incredibile fluidità, garantendo spunto e ripresa a qualsiasi velocità. Si tratta di un'erogazione completamente diversa da quella di un motore a scoppio ed è molto facile lasciarsi entusiasmare da queste prestazioni, ma non dobbiamo dimenticarci che dobbiamo arrivare alla nostra meta e che non sappiamo ancora quanto e come possiamo consumare.

Manteniamo quindi la velocità di crociera che ci siamo prefissati godendoci il paesaggio e un bellissimo tramonto. Chilometro dopo chilometro il Ghibli si mantiene molto costante nelle prestazioni e non soffre ne la scarica progressiva delle batterie, ne un decadimento di azione dei freni.

Dopo esattamente 57km arriviamo alla nostra destinazione, nel bel mezzo di splendide e selvagge colline.

Il Villaggio Minerario di Rosas è una ex-miniera che è stata completamente recuperata e restaurata.

Le vecchie casette dei minatori sono diventate alloggi per i turisti, il magazzino un accogliente bar, l'ufficio delle poste un ristorante e non mancano sala convegni e museo. Molti dei locali sono stati recuperati nella loro funzione originale, come la laveria (dove si trattava il minerale estratto) dove è possibile vedere (e soprattutto sentire!) le macchine in azione o la miniera stessa, esplorabile durante la visita guidata.

Tutto nello spirito del passato, conservando l'aspetto e le atmosfere degli anni in cui la miniera era ancora viva e, nel bene e nel male, regolava la vita degli abitanti di Rosas. Un rapporto di odio/amore con un lavoro così duro e logorante che ancora brilla negli occhi degli ex-minatori che hanno recuperato questo posto e che lo vivono e lo curano ogni giorno con una passione inarrestabile.

Una curiosità su tutte: nel museo della miniera è possibile ammirare la Rosasite, un minerale scoperto per la prima volta proprio qui e presente solo in altre due miniere in tutto il mondo.

Intorno al villaggio le incantevoli colline di Narcao, ricchissime di macchia mediterranea e fauna, con laghetti e ruscelli tutti da scoprire. Insomma, un posto molto suggestivo e decisamente lontano dalla città, nonostante i pochi km di distanza.

Qui trascorriamo la notte di venerdì, mettendo in carica il nostro Ghibli attraverso una delle prese del nostro alloggio, facendo passare la prolunga attraverso la finestra. La ricarica totale impiega poco più di tre ore e mezzo per un totale di 3,795Kw di consumo. Avendo percorso 57,1Km significa una media di 15km/Kw; considerando che il costo medio di un Kw per un'utenza domestica si aggira intorno ai 18/20 centesimi ecco che abbiamo percorso 57km con circa 65 centesimi. Bisogna tenere presente che si è trattato di un uso "estremo" del Ghibli, costretto a salite, curve e discese con un discreto carico a bordo e quindi forse il consumo peggiore possibile.

Immagine 8La capacità totale delle batterie dichiarata è di 4,5Kw il che significa che avevamo ancora circa 700w residui, cioè una decina di km.

Nella giornata di sabato decidiamo di visitare i dintorni del villaggio e dei paesi limitrofi: Narcao e Nuxis. Il Ghibli si rivela a suo agio anche nelle strade a pavimentazione ecologica e negli sterrati di collina dove si apprezza, ancora maggiormente, la sua silenziosità. Passare in mezzo a cespugli e alberi senza che uccelli e animaletti fuggano via spaventati è davvero impagabile!

Il resto dei km li percorriamo fra le strade di collegamento dei paesi e per le strade urbane. A fine giornata abbiamo totalizzato 54km, percorsi sempre in due e fra curve e saliscendi. Tornati al villaggio rimettiamo in carica il Ghibli che questa volta consuma 3,1Kw in meno di tre ore. Il conto è presto fatto: 17,4 km/kw. Il fatto di non avere i bagagli ha migliorato i consumi.

Domenica è il giorno del rientro. La mattina lo scooter si presenta con cupolino e sella completamente ghiacciati, di notte la temperatura è scesa notevolmente. Ci viene subito il dubbio che le batterie possano aver sofferto di questo calo, ma una verifica ci conferma che le batterie sono cariche al 100%.

Andiamo ad effettuare il checkout dal Villaggio. Presentiamo i conti dei Kw consumati ai nostri ospiti che, gentilissimi, ci "regalano" le cariche: un altro vantaggio dei mezzi elettrici! Consumano così poco che gli ospiti più gentili non si preoccupano minimamente della bolletta.

Carichiamo i bagagli e infiliamo i caschi, dobbiamo percorrere la stessa strada dell'andata, ma decidiamo di "rischiare" allungando di qualche km per entrare nel paese di Nuxis e visitare il "Museo Motociclistico". Si tratta di una collezione privata di moto d'epoca incredibilmente ricca di pezzi che partono dal 1920 e arrivano più o meno agli anni '60, corredati da modellini, foto storiche, targhe e tutto ciò che possa riguardare le due moto.

Come se non bastasse un'ala della grande casa che ospita il museo, è dedicata alla pellicola, con una altrettanto ricca e affascinante collezione di proiettori d'epoca, film in pellicola e locandine cinematografiche (le foto sono a corredo di questo articolo).

Si tratta, insomma, di qualcosa che merita molto di più di una visita veloce come questa e lasciamo il Museo ripromettendoci di tornare al più presto presto e di realizzare un servizio che racconti la sua storia, la storia dei pezzi in mostra e la storia del signor Satta, il suo proprietario e curatore.

Ci aspetta la strada del ritorno che percorriamo nel primo pomeriggio di domenica, ancora accompagnati dal freddo, ma anche da uno splendido sole. Guidiamo rilassati, certi ormai che l'autonomia ci consentirà di arrivare a casa e ci godiamo il tragitto. Arrivati a casa avremo percorso 63,2km dall'ultima carica e quella successiva sarà di 3,335Kw per un consumo di 18,95 km/kw. Sicuramente i km percorsi e l'esperienza fatta durante il viaggio hanno migliorato di molto la nostra guida e la nostra confidenza con il Ghibli dato che abbiamo ottenuto un consumo decisamente migliore.

In totale abbiamo percorso 174km con una spesa stimata di meno di due euro di corrente.

Al termine del viaggio possiamo concludere che scooter elettrici come il Ghibli non siano limitati ad un solo uso urbano tipicamente casa-ufficio, ma che possano essere interpretati anche come mezzi da turismo. Tutto quelle che serve è organizzare le tappe in base all'autonomia, tenere una prolunga nel sottosella e chiedere il permesso di utilizzare una presa elettrica; non è poi così difficile!"

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