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Consuma Sovrano

L'esperienza dimostra che dove i consumatori si fanno sen­tire, le imprese sono disposte a cambiare, non perché si convertono alla causa dell'ambiente o della giustizia, ma perché non vogliono perdere quote di mercato. Dunque ogni volta che andiamo a fare la spesa ricordiamoci che siamo potenti e che le imprese sono in una posizione di profonda dipendenza dal nostro comportamento di consumatori. Noi, infatti, con i no­stri acquisti, abbiamo la possibilità di far salire o scendere i loro ricavi e quindi i loro profitti.

Proprio perché le imprese hanno tanta paura di noi, esse tentano di dominare la nostra volontà spendendo miliardi in pubblicità. Perciò noi dobbiamo sforzarci di riappropriarci della nostra volontà decisionale e dobbiamo rivalutare il potere che abbiamo fra le mani. Un potere che, preso singolarmente, è certamente piccolo, ma che, moltiplicato per milioni di per­sone, può condizionare le più grosse multinazionali e, limite, l'intero sistema.

Gli strumenti a disposizione del consumatore per condizio­nare le imprese sono due: il boicottaggio e il consumo critico.

Mentre il boicottaggio è un'azione straordinaria e consiste nell'interruzione organizzata e temporanea dell'acquisto di uno o più prodotti per forzare le società produttrici ad abbandona­re certi comportamenti, il consumo critico è un atteggiamento di scelta costante che si attua su tutto ciò che compriamo ogni volta che andiamo a fare la spesa. In concreto,il consumo criti­co consiste nella scelta dei prodotti non solo in base al prezzo e alla qualità, ma anche in base alla storia dei prodotti stessi e al comportamento delle imprese che celi offrono.

In altre parole, il consumo critico punta a far cambiare le imprese attraverso le loro stesse regole fondate sul gioco della domanda e dell'offerta. Infatti, scegliendo cosa comprare e cosa scartare, non solo segnaliamo alle imprese i comportamenti che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo le forme produttive corrette mentre ostacoliamo le altre. In definitiva, consumando in maniera critica è come se andassimo a votare ogni volta che facciamo la spesa.

Per scegliere bisogna essere informati, di qui l'importanza di questa guida che si concentra sul comportamento delle imprese che incontriamo più comunemente quando facciamo la spesa. L'invito è a informarsi su di loro e a scegliere di conseguenza.

Talvolta la lettura delle schede può risultare frustrante per­ché ci può fare sentire senza scelta. Pertanto ecco di seguito alcuni consigli per quando vi trovate in difficoltà.

1) Stabilite quali sono le vostre priorità e fate ricadere la vostra scelta sulle imprese che non hanno subito critiche su quegli aspetti.

2)   Privilegiate le imprese locali perché sono più controllabili e perché non sprecano energia per i trasporti.

3)   Privilegiate le cooperative perché si basano sul principio della partecipazione e della reciprocità.

4)   Quando non avete informazioni sull'azienda produttrice, scegliete in base alle caratteristiche del prodotto, privile­giando ad esempio prodotti che inquinano poco, che dura­no a lungo e sono realizzati con imballaggio ridotto e ricicla­bile.

5 ) Organizzatevi per condurre localmente la stessa ricerca che noi abbiamo fatto a livello nazionale. Pensate, ad esempio, che solo nel settore alimentare esistono 36mila imprese, la maggior parte delle quali è di piccole dimensioni, con un mercato ristretto all'ambito regionale o addirittura provin­ciale. Dunque non è escluso che ricercando tra le imprese locali si riesca a trovarne alcune con comportamenti accet­tabili da tutti i punti di vista.

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